A Lucilio un giorno Seneca scrisse: “(…) Bada poi che il fatto di leggere una massa di autori e libri di ogni genere non sia un pò segno di incostanza e volubilità. Devi insistere su ceri scrittori e nutrirti di loro, se vuoi ricavarne un profitto spirituale duraturo. Chi è dappertutto, non è da nessuna parte. Quando uno passa la vita a vagabondare, avrà molte relazioni ospitali ma nessun amico. Lo stesso capita inevitabilmente a chi non si dedica a fondo a nessun autore, ma sfoglia tutto in fretta e alla svelta. (…)”